Venezia-Lecce 0-2: il ritorno in Serie A comincia con una doccia fredda
Il Penzo.
Il ritorno in Serie A.
Il pubblico di casa.
Una nuova stagione da cominciare.
Per il Venezia di Giovanni Stroppa c’erano tutti gli ingredienti per trasformare il 23 agosto in una festa.
Mancava soltanto una cosa.
Il risultato.
Per quarantacinque minuti Venezia e Lecce rimangono bloccate sullo 0-0.
Poi comincia il secondo tempo.
Passano pochi secondi.
Olaf Gorter segna.
Il Venezia prova a reagire.
Costruisce.
Cerca il pareggio.
Ma all’80’ arriva Tiago Gabriel.
0-2.
Fine dei giochi.
Il Lecce torna dalla laguna con tre punti.
Il Venezia, invece, scopre immediatamente quanto possa essere spietata la Serie A.
Il Venezia parte senza paura
Stroppa sceglie il 3-5-2.
Stankovic tra i pali; Schingtienne, Bella-Kotchap e Franjic in difesa. A centrocampo Hainaut, Kike Pérez, Busio, Basic e Correia, mentre davanti tocca alla coppia Yeboah-Adams.
Di Francesco risponde con il Lecce schierato con il 4-2-3-1 e Geubbels riferimento offensivo.
Il Venezia non parte male.
Anzi.
I padroni di casa provano a prendere campo e a costruire attraverso il centrocampo.
Correia cerca la conclusione.
Kike Pérez ci prova.
Busio prova a inserirsi.
Ma il Lecce rimane compatto.
Non concede occasioni semplici.
E soprattutto aspetta.
Busio prova ad accendere il Penzo
Uno degli uomini più attivi del Venezia è Gianluca Busio.
Il centrocampista americano cerca più volte di trovare spazio tra le linee e arriva alla conclusione.
Il Venezia muove il pallone.
Il Lecce risponde.
N’Dri prova a impensierire Stankovic.
Coulibaly cerca la porta.
Ma nessuna delle due squadre riesce a trovare il colpo decisivo.
Il primo tempo scivola così verso l’intervallo.
0-0.
Partita aperta.
Tutto ancora possibile.
E probabilmente Stroppa entra negli spogliatoi pensando a come trovare qualche metro in più nella metà campo avversaria.
Quarantacinque secondi dopo la ripresa, però, il problema diventa un altro.
Gorter colpisce immediatamente
Comincia il secondo tempo.
Il Lecce attacca.
Coulibaly serve Olaf Gorter.
Conclusione.
Gol.
Venezia 0-1 Lecce.
È il minuto 46.
Peggio di così il secondo tempo del Venezia difficilmente avrebbe potuto iniziare.
Tutto il lavoro del primo tempo viene cancellato praticamente alla prima vera azione della ripresa.
E improvvisamente cambia anche la partita.
Adesso il Venezia deve inseguire.
Il Lecce può aspettare.
Il Venezia reagisce
La squadra di Stroppa non sparisce.
E questa probabilmente è una delle poche indicazioni positive della serata.
Akor Adams prova immediatamente a rispondere.
Poi ancora Busio.
Il Venezia aumenta la pressione alla ricerca del pareggio.
Stroppa comincia anche a intervenire dalla panchina.
Entrano nuove energie.
Haps prende il posto di Correia.
Dagasso sostituisce Kike Pérez.
Più avanti arriveranno anche Sagrado e Rrahmani.
L’obiettivo è evidente:
trovare l’1-1 prima che sia troppo tardi.
Ma il Lecce continua a resistere.
Il problema del Venezia: manca il gol
Ed è probabilmente qui che possiamo trovare la chiave della partita.
Il Venezia prova.
Arriva nella metà campo avversaria.
Costruisce alcune situazioni interessanti.
Ma non riesce a trasformare il proprio gioco in un gol.
In Serie A questa differenza pesa tantissimo.
Perché puoi giocare una partita equilibrata per settanta minuti.
Puoi concedere poco.
Puoi rimanere sempre dentro il match.
Ma se non concretizzi…
basta un’altra occasione dall’altra parte.
E all’80’ arriva esattamente quella.
Tiago Gabriel chiude la partita
Minuto 80.
Il Venezia è ancora alla ricerca del pareggio.
Il Lecce trova invece il colpo che decide definitivamente la serata.
Tiago Gabriel.
Gol.
0-2.
Questa volta per il Venezia diventa durissima.
Mancano dieci minuti.
Servono due gol.
Il Lecce può gestire.
Il Penzo capisce che la serata sta prendendo una direzione ormai difficile da cambiare.
Dal sogno del pareggio allo 0-2
È probabilmente questo l’aspetto più doloroso per il Venezia.
Per buona parte della partita il risultato rimane recuperabile.
Un gol.
Un episodio.
Una deviazione.
Qualsiasi cosa avrebbe potuto riportare la gara sull’1-1.
Ma il gol non arriva.
E alla fine arriva quello del Lecce.
Tiago Gabriel mette il punto esclamativo.
Il triplice fischio certifica il risultato:
Venezia 0-2 Lecce.
Il Lecce comincia il campionato con una vittoria in trasferta.
Il Venezia con una sconfitta casalinga.
Venezia-Lecce 0-2: i gol
46′ – Olaf Gorter (Lecce) 0-1
Il Lecce colpisce immediatamente dopo l’intervallo: Coulibaly serve Gorter, che firma il primo gol della partita.
80′ – Tiago Gabriel (Lecce) 0-2
A dieci minuti dal termine Tiago Gabriel trova il raddoppio e mette definitivamente al sicuro i tre punti giallorossi.
Una sconfitta che non deve diventare un processo
0 punti.
0 gol segnati.
2 gol subiti.
Il tabellino della prima giornata non è certamente quello che il Venezia sperava di leggere.
Ma siamo al 23 agosto.
Una partita.
Novanta minuti.
Trasformare immediatamente una sconfitta in un giudizio sulla stagione sarebbe un errore.
Il Venezia ha appena iniziato il proprio percorso in Serie A e Stroppa ha una squadra con diversi elementi nuovi da integrare.
La cosa importante sarà capire come reagirà.
Perché il calendario non aspetta nessuno.
E la prossima sfida sarà già un test importante: il 28 agosto il Venezia è atteso dal Milan.
Il punto di ParruccoTV
Esistono sconfitte nelle quali vieni travolto.
Questa non è stata una di quelle.
Ed è contemporaneamente una buona e una cattiva notizia per il Venezia.
Buona perché la squadra è rimasta in partita a lungo.
Cattiva perché partite del genere sono esattamente quelle nelle quali, se vuoi costruire una salvezza, devi riuscire a portare a casa qualcosa.
Il vero schiaffo arriva al 46′.
Hai appena trascorso quindici minuti nello spogliatoio.
Hai parlato.
Hai corretto.
Hai preparato il secondo tempo.
Rientri.
E il Lecce segna.
Da quel momento il Venezia è costretto a giocare un’altra partita.
Prova a reagire, ma manca ciò che nel calcio rimane ancora terribilmente importante:
mettere il pallone dentro la porta.
Tiago Gabriel, invece, lo fa.
E il Lecce torna a casa con tre punti.
Per Stroppa non serve un processo.
Serve una risposta.
Il campionato è appena iniziato.
E forse la prima lezione della nuova Serie A è già arrivata:
qui gli errori durano pochi secondi. Le conseguenze possono durare novanta minuti.
