Tetris: il gioco più semplice del mondo… e forse il più geniale
Sette pezzi.
Uno schermo.
Nessuna trama.
Nessun boss finale.
Nessuna arma.
Eppure, dopo oltre quarant’anni, milioni di persone continuano a giocarlo.
Come ha fatto un videogioco così semplice a diventare uno dei più grandi successi della storia?
La risposta parte da un luogo dove probabilmente nessuno si aspetterebbe la nascita di una leggenda videoludica: l’Unione Sovietica degli anni Ottanta.
Quando creare videogiochi non significava diventare ricchi
Nel 1984, a Mosca, il programmatore Alexey Pajitnov lavorava presso il Dorodnitsyn Computing Centre, un istituto di ricerca dell’Accademia delle Scienze Sovietica.
No, non stava progettando il prossimo successo commerciale.
Anzi.
Il suo lavoro consisteva nello studiare l’intelligenza artificiale e testare i computer dell’epoca.
Per rilassarsi iniziò a sviluppare piccoli giochi logici.
Uno di questi avrebbe cambiato per sempre la storia del gaming.
L’idea nasce da un puzzle di carta
Pajitnov era appassionato di un rompicapo chiamato Pentomino.
Il gioco prevedeva di incastrare figure geometriche composte da cinque quadrati.
Il problema?
I computer sovietici dell’epoca erano così limitati che gestire tutte quelle forme era complicato.
Così ebbe un’idea semplice.
“Perché non usare figure composte da quattro quadrati invece di cinque?”
Nascevano così i tetramini.
Ed ecco spiegato anche il nome.
Tetra significa quattro.
Tetris nasce unendo “tetra” al suo sport preferito:
il tennis.
Sì.
Uno dei videogiochi più famosi della storia prende il nome… anche da una racchetta.
Il primo Tetris era… spartano
Dimenticate colori sgargianti.
Dimenticate effetti sonori.
Dimenticate musiche epiche.
Il primo Tetris era in bianco e nero.
I blocchi cadevano.
Voi li sistemavate.
Fine.
Eppure bastavano pochi minuti per capire che c’era qualcosa di speciale.
Era uno di quei giochi che ti facevano dire:
“Ancora una partita…”
…per poi accorgerti che erano passate due ore.
Il gioco che nessuno poteva vendere
Qui arriva la parte più incredibile.
Poiché Tetris era stato sviluppato all’interno di un istituto statale sovietico, Alexey Pajitnov non ne possedeva i diritti.
In pratica aveva creato uno dei videogiochi più importanti della storia…
…ma non poteva venderlo.
Per anni i diritti furono gestiti dall’ente statale sovietico, dando vita a una delle battaglie legali più complicate nella storia dell’industria videoludica.
Tra contratti, licenze e interpretazioni diverse, diverse aziende pensarono di aver acquistato i diritti… contemporaneamente.
Una situazione talmente confusa che, oggi, farebbe impazzire anche il miglior avvocato.
Nintendo cambia tutto
Alla fine degli anni Ottanta entra in scena Nintendo.
L’azienda giapponese decide di includere Tetris nella confezione del nuovo Game Boy.
Molti volevano un gioco d’azione.
Nintendo scelse un puzzle.
Fu una decisione geniale.
Chi acquistava un Game Boy trovava Tetris nella scatola.
Il risultato?
Decine di milioni di persone iniziarono a impilare mattoncini ovunque: sul treno, in vacanza, sotto le coperte e, probabilmente, anche durante qualche lezione particolarmente noiosa.
La musica che tutti canticchiano
Se qualcuno inizia a canticchiare:
Ta ta ta ta ta ta ta ta…
Molto probabilmente avete già capito di cosa si tratta.
La celebre melodia di Tetris non fu composta da Nintendo.
È ispirata a Korobeiniki, una canzone popolare russa del XIX secolo.
Un brano tradizionale diventato una delle musiche più riconoscibili nella storia dei videogiochi.
Non male per una canzone nata quasi cento anni prima del primo joystick.
Esiste davvero “l’effetto Tetris”
No, non è una leggenda metropolitana.
Gli psicologi parlano di Tetris Effect.
Dopo molte ore di gioco, alcune persone iniziano a immaginare i tetramini anche nella vita quotidiana.
C’è chi guarda gli scatoloni del supermercato pensando a come incastrarli.
Chi osserva i palazzi come fossero livelli del gioco.
E qualcuno, dopo una lunga sessione, sogna perfino i blocchi che cadono.
Se vi è capitato…
Tranquilli.
Non siete impazziti.
Siete semplicemente entrati nel club.
Ancora oggi un fenomeno mondiale
Oltre quarant’anni dopo la sua nascita, Tetris continua a essere protagonista.
Esistono tornei internazionali, campionati mondiali e versioni moderne che mantengono intatto il fascino dell’originale.
Nel 2024, inoltre, un giovane giocatore riuscì per la prima volta a raggiungere un livello del NES Tetris che per decenni era stato considerato praticamente impossibile, dimostrando che anche un classico può ancora sorprendere.
Il punto di ParruccoTV
In un’epoca in cui i videogiochi puntano su grafica fotorealistica, mondi aperti e produzioni da centinaia di milioni di euro, Tetris continua a insegnare una lezione semplice: un’idea geniale vale più di mille effetti speciali.
Sette pezzi, quattro quadrati per volta e una regola che tutti imparano in pochi secondi.
Eppure, dopo quarant’anni, continuiamo ancora a dirci:
“Solo un’ultima partita…”
…sapendo benissimo che non sarà davvero l’ultima.






Adesso vado a scaricarmi l’app del gioco. Perché dopo questo articolo mi è tornata voglia di giocarci.