Quattro giornate.
È ancora presto per emettere sentenze.
Ma non è più troppo presto per riconoscere i segnali.
La quarta giornata della Serie A 2026/27 ci consegna due squadre ancora perfette, una rimonta che sembra uscita da un videogioco, una Juventus tradita all’ultimo respiro e alcune realtà che hanno smesso di chiedere il permesso.
Roma e Inter comandano con 12 punti.
Il Como è terzo. Il Cagliari ne ha già raccolti nove. Il Sassuolo ha battuto la Juventus al 94’. La Fiorentina ha finalmente vinto, trascinata da un ragazzo capace di segnare tre volte.
E in fondo alla classifica il Venezia è ancora fermo a zero.
Top e flop, quindi.
Ma soprattutto: chi sta costruendo qualcosa e chi, invece, sta già cercando alibi?
I risultati della 4ª giornata
| Partita | Risultato |
|---|---|
| Venezia – Fiorentina | 2-4 |
| Genoa – Frosinone | 1-1 |
| Lazio – Milan | 2-2 |
| Atalanta – Cagliari | 1-2 |
| Lecce – Monza | 3-2 |
| Napoli – Bologna | 1-0 |
| Sassuolo – Juventus | 3-2 |
| Torino – Roma | 0-2 |
| Como – Parma | 2-1 |
| Inter – Udinese | 5-3 |
Trentanove gol in dieci partite.
Il pareggio è comparso soltanto due volte. In sei incontri la squadra vincente ha segnato almeno due reti. Non è stata una giornata di gestione: è stata una giornata di accelerazioni, rimonte e difese lasciate spesso senza cintura di sicurezza.

TOP 1 – Inter: due gol sotto, cinque gol dopo
Nove minuti: Abankwah.
Sedici minuti: Ekkelenkamp.
San Siro guarda il tabellone e vede 0-2.
L’Inter potrebbe perdere lucidità. Potrebbe innervosirsi. Potrebbe trasformare una partenza disastrosa nella prima vera crepa della stagione.
Fa l’opposto.
Carlos Augusto riapre la partita. Barella la rimette in equilibrio. Thuram completa il sorpasso. Pio Esposito e Bonny trasformano la rimonta in una dimostrazione di profondità.
Il 5-3 finale racconta due Inter.
La prima è vulnerabile, troppo morbida e sorprendentemente disordinata. La seconda è feroce, verticale e piena di soluzioni.
Per questo l’Inter è il Top principale della giornata, ma con una nota scritta in rosso: concedere tre gol in casa non può diventare un’abitudine. La forza dei campioni è stata la reazione. Il problema è averne avuto bisogno.
TOP 2 – Roma: quattro vittorie, una sola rete subita
L’Inter segna, rimonta e travolge.
La Roma fa meno rumore.
Ma continua a vincere.
A Torino decide ancora Donyell Malen, prima che Pisilli chiuda il conto nel recupero. Il dato più impressionante, però, non è soltanto il quarto successo consecutivo.
È l’equilibrio.
Dodici gol segnati. Uno subito. Dodici punti.
La squadra di Gasperini non sta semplicemente sfruttando un calendario favorevole: sta imponendo una struttura riconoscibile. Pressione, coperture, qualità tra le linee e una crescente sensazione di controllo.
Alla quinta giornata arriverà Roma-Inter.
Non assegnerà lo Scudetto. Però dirà molto sulla consistenza delle due partenze perfette.
TOP 3 – Como: non chiamatela più sorpresa
Il Como supera il Parma 2-1 e sale a quota dieci.
Terzo posto.
Nove gol segnati.
Una squadra che non si limita ad avere qualità, ma sa anche aspettare il momento corretto per colpire.
Jacobo Ramón apre la partita su assist di Nico Paz. Kaiki trova il raddoppio nel finale. Il gol di Romero arriva troppo tardi per cambiare la storia.
Quattro giornate non bastano per trasformare il Como in una candidata certa alla Champions League. Bastano, però, per smettere di definirlo un incidente statistico.
Questa squadra ha idee, profondità e una personalità ormai evidente.

TOP 4 – Sassuolo: vincere quando la partita sembra finita
Il minuto decisivo è il 94’.
La Juventus ha appena trovato il 2-2 con la seconda rete di Zhegrova. Il Sassuolo potrebbe accettare il pareggio, respirare e prendersi un punto contro una big.
Non lo fa.
Laurienté guida l’ultima ripartenza. Adžić la conclude. Tre a due.
La squadra di Aquilani vince una partita folle grazie al coraggio di continuare ad attaccare anche dopo aver subito il pareggio nel recupero.
Esposito aveva sbloccato il risultato. Bowie aveva firmato il secondo vantaggio. Adžić mette il punto esclamativo.
Sette punti in classifica e un messaggio preciso: contro questo Sassuolo nessuno può sentirsi al sicuro.
TOP 5 – Cagliari: concretezza da grande squadra
Vincere a Bergamo non è mai un dettaglio.
Il Cagliari passa con Mendy e con il rigore di Daniel Maldini, resiste al momentaneo pareggio di Scamacca e sale a nove punti.
Quattro gol segnati in quattro giornate non raccontano una macchina offensiva. I due gol subiti, invece, raccontano un gruppo che conosce perfettamente i propri limiti e sa proteggerli.
Il Cagliari non domina le partite.
Le porta dove vuole.
E poi le colpisce.
Gli uomini copertina della giornata
Franco Mastantuono – Tripletta e prima vittoria viola
La Fiorentina aveva bisogno di una risposta. Mastantuono gliene consegna tre.
La tripletta nel 4-2 di Venezia vale il primo successo stagionale dei viola e rappresenta la prestazione individuale più brillante del turno. Tecnica, tempi d’inserimento e freddezza: non una semplice serata favorevole, ma una dichiarazione.
Diego Moreira – Due minuti per riprendere la Lazio
Il Milan è sotto 2-0 all’Olimpico.
Moreira segna al 65’ e al 67’.
Due minuti. Due gol. Una partita riaperta e poi pareggiata.
Il Milan non può essere soddisfatto del punto, ma senza quella fiammata sarebbe tornato da Roma con una sconfitta pesante.
Lassana Coulibaly – Doppietta e sostanza
Il Lecce costruisce il 3-2 sul Monza nei primi ventuno minuti e Coulibaly firma due reti. Non è soltanto quantità: è presenza nelle zone decisive, capacità di leggere le seconde palle e personalità.
Nicolò Barella – Il volto della reazione
Gol del 2-2, energia e leadership quando l’Inter rischiava di perdere la testa. La rimonta ha cinque marcatori, ma il momento in cui la squadra ricomincia davvero a crederci porta la firma di Barella.

La classifica dopo quattro giornate
| Pos. | Squadra | Punti | Gol fatti | Gol subiti |
|---|---|---|---|---|
| 1 | Roma | 12 | 12 | 1 |
| 2 | Inter | 12 | 13 | 6 |
| 3 | Como | 10 | 9 | 4 |
| 4 | Lazio | 10 | 6 | 3 |
| 5 | Cagliari | 9 | 4 | 2 |
| 6 | Milan | 8 | 7 | 4 |
| 7 | Frosinone | 7 | 7 | 4 |
| 8 | Juventus | 7 | 6 | 4 |
| 9 | Sassuolo | 7 | 8 | 7 |
| 10 | Napoli | 6 | 6 | 5 |
| 11 | Atalanta | 6 | 5 | 5 |
| 12 | Lecce | 6 | 5 | 7 |
| 13 | Udinese | 4 | 8 | 9 |
| 14 | Torino | 3 | 4 | 7 |
| 15 | Fiorentina | 3 | 5 | 11 |
| 16 | Bologna | 1 | 2 | 5 |
| 17 | Parma | 1 | 2 | 6 |
| 18 | Monza | 1 | 6 | 11 |
| 19 | Genoa | 1 | 2 | 8 |
| 20 | Venezia | 0 | 4 | 11 |
Assist: Ilić domina la giornata, Dybala resta davanti a tutti
Nel quarto turno sono stati assegnati 26 assist. L’unico giocatore a servirne due è stato Ivan Ilić del Lecce, decisivo sui primi due gol contro il Monza.
Nella classifica stagionale continua a comandare Paulo Dybala con 4 assist. Alle sue spalle c’è Andy Diouf dell’Inter a quota 3. Seguono a 2, tra gli altri, Mangas, Rabiot, Adopo, Busio, Chukwueze, Davis, Ilić, Veiga e Zaccagni.
Il dettaglio più interessante? La Roma ha vinto 2-0 senza aggiungere assist alla statistica di Dybala: Malen e Pisilli hanno costruito le proprie reti senza un ultimo passaggio premiato.
Cartellini: un solo rosso nel turno
La quarta giornata è stata intensa, ma non particolarmente cattiva.
L’unica espulsione è quella di Johan Vásquez del Genoa, arrivata per doppia ammonizione contro il Frosinone.
Tra i nomi finiti sul taccuino degli arbitri figurano Mkhitaryan, Douglas Luiz, Lucumí, Zaccagni, Belahyane, Pulisic, Pavlovic, Hermoso e Pisilli.
Nessun allenatore è stato espulso o ammonito.
FLOP 1 – Juventus: pareggiare al 91’ e perdere al 94’
La Juventus merita il primo posto tra i Flop non soltanto perché ha perso.
Ma per come lo ha fatto.
Zhegrova trova due volte il pareggio. La seconda al 91’. In quel momento una squadra matura congela la partita, protegge il punto e porta a casa la reazione.
La Juventus, invece, si fa sorprendere in contropiede.
Adžić segna al 94’ e trasforma una rimonta potenzialmente preziosa in una sconfitta difficile da spiegare.
Il problema non è il talento. Il problema è la gestione emotiva e tattica degli ultimi minuti.
FLOP 2 – Atalanta: il fattore campo non esiste
Perdere in casa contro il Cagliari è un segnale che va oltre il risultato.
L’Atalanta ha qualità, fisicità e uomini capaci di cambiare una partita. Eppure concede agli avversari esattamente il tipo di gara che desiderano: sporca, spezzata, giocata sugli episodi.
Il pareggio di Scamacca non produce la svolta. Il rigore di Maldini decide tutto.
Se vuoi stare in alto, certe partite puoi soffrirle.
Non puoi regalarle.
FLOP 3 – Venezia: zero punti e undici gol subiti
Il Venezia segna due volte alla Fiorentina.
Ma ne incassa quattro.
Dopo quattro giornate la classifica dice zero punti, quattro reti realizzate e undici subite. Il problema non è la volontà di giocare: è la facilità con cui ogni errore diventa un’occasione enorme per l’avversario.
Il tempo per reagire esiste.
La necessità di farlo, però, è già urgente.
FLOP 4 – Bologna e Parma: un punto in quattro partite
Il Bologna perde a Napoli e rimane a quota uno. Il Parma cade a Como e resta nella stessa situazione.
Non sono sconfitte scandalose prese singolarmente.
È il totale a preoccupare.
Due gol segnati a testa, poca pericolosità e la sensazione di entrare in campo sempre con pochissimo margine d’errore. Quando per vincere devi giocare la partita perfetta, significa che qualcosa nella costruzione offensiva non funziona.
FLOP 5 – Le difese di Inter e Udinese
Otto gol fanno spettacolo.
Ma non cancellano gli errori.
L’Udinese si porta sullo 0-2 e poi concede cinque reti. L’Inter completa una rimonta straordinaria, ma permette agli ospiti di colpire tre volte e chiude con sei gol subiti in quattro partite.
La partita più divertente del turno è stata anche quella con il maggior numero di campanelli d’allarme.

Il punto di ParruccoTV
La quarta giornata non ha deciso il campionato.
Ha però diviso le squadre in tre categorie.
Quelle che sanno già chi sono.
Quelle che stanno imparando.
E quelle che sembrano ancora aspettare istruzioni.
Roma e Inter appartengono alla prima categoria, anche se ci arrivano in modo opposto. La Roma controlla. L’Inter travolge. Una concede quasi nulla, l’altra può segnare in qualsiasi momento.
Como, Cagliari e Sassuolo stanno imparando in fretta. Non hanno la rosa delle grandi, ma hanno identità, coraggio e una capacità sempre più evidente di punire chi le sottovaluta.
Juventus e Atalanta, invece, escono dal turno con più domande che risposte.
E adesso arriva Roma-Inter.
Prima contro seconda.
Dodici punti contro dodici.
Controllo contro potenza.
Non sarà una finale.
Ma sarà il primo vero esame di un campionato che, dopo appena quattro giornate, ha già smesso di essere timido.
