Le Leggende della WWE

Kane: dietro la maschera del mostro che terrorizzò la WWE

Kane: il mostro che arrivò direttamente dall’inferno

5 ottobre 1997.

St. Louis, Missouri.

Shawn Michaels e The Undertaker stanno combattendo nel primo Hell in a Cell Match della storia della WWE.

Poi succede qualcosa.

Le luci cambiano.

Compare Paul Bearer.

E dietro di lui cammina un gigante vestito di rosso e nero.

Maschera sul volto.

Capelli lunghi.

Nessuna espressione.

Nessuna parola.

Kane raggiunge la gabbia.

E strappa letteralmente la porta dell’Hell in a Cell.

Sale sul ring.

Guarda The Undertaker.

Tombstone Piledriver.

Fine.

Sono bastati pochi minuti per creare uno dei personaggi più riconoscibili nella storia del wrestling. WWE considera ancora oggi quello del 5 ottobre 1997 uno dei debutti più memorabili della propria storia.

Ma c’è un dettaglio ancora più incredibile.

L’uomo dietro quella maschera…

era già apparso in WWE diverse volte.

E nessuno poteva immaginare cosa sarebbe diventato.


Prima di Kane c’era… un dentista

Il suo vero nome è Glenn Jacobs.

E prima di diventare uno dei mostri più terrificanti della WWE, Jacobs aveva ricevuto una gimmick decisamente meno inquietante.

O forse, dipende da quanto avete paura del dentista.

Nel 1995 interpretò infatti Isaac Yankem, DDS.

Un dentista malvagio.

Sì.

Avete letto bene.

Un uomo di oltre due metri destinato a diventare Kane entrava sul ring interpretando…

un dentista.

E non era ancora finita.

Jacobs sarebbe successivamente tornato come Fake Diesel, durante il controverso tentativo della WWF di riproporre i personaggi di Diesel e Razor Ramon dopo l’uscita di Kevin Nash e Scott Hall.

Nessuno dei due personaggi trasformò Jacobs in una superstar.

Poi arrivò l’idea che avrebbe cambiato tutto.


Paul Bearer aveva un segreto

Per comprendere Kane bisogna tornare alla storia di The Undertaker e Paul Bearer.

Bearer iniziò a raccontare una vicenda inquietante.

Undertaker aveva avuto un fratello.

Un incendio aveva distrutto l’impresa funebre della famiglia.

Tutti pensavano che il bambino fosse morto.

Ma Paul Bearer conosceva la verità.

Kane era sopravvissuto.

Le ustioni lo avevano costretto a nascondere il volto dietro una maschera.

E per anni aveva vissuto con un solo pensiero:

vendicarsi di suo fratello.

Era storytelling puro.

Settimana dopo settimana la WWE costruì un personaggio che il pubblico non aveva ancora visto.

Kane esisteva…

prima ancora di comparire.

Quando finalmente arrivò a Badd Blood, tutti sapevano immediatamente chi fosse.


That’s gotta be Kane!

Quella sera Paul Bearer accompagnò il gigante verso la gabbia.

Vince McMahon pronunciò al commento una frase destinata a entrare nella storia:

“That’s gotta be Kane!”

Non servì altro.

Kane aveva un costume rosso e nero.

Una maschera che copriva completamente il volto.

Non parlava.

Non mostrava emozioni.

E sembrava praticamente indistruttibile.

La WWE aveva creato qualcosa di rarissimo:

un personaggio che faceva paura senza dover spiegare perché facesse paura.

Bastava guardarlo.


Kane contro Undertaker: una rivalità scritta nel fuoco

Naturalmente tutto portava verso un solo incontro.

Kane contro The Undertaker.

Ma Undertaker inizialmente si rifiutava di combattere contro suo fratello.

Kane provò qualsiasi cosa per costringerlo.

Attacchi.

Provocazioni.

Distruzione.

Fino alla Royal Rumble 1998.

Durante il Casket Match tra Undertaker e Shawn Michaels, Kane apparentemente intervenne per aiutare il fratello.

Poi lo tradì.

Lo chiuse nella bara.

E…

gli diede fuoco.

Era wrestling degli anni Novanta.

E la parola “moderazione” evidentemente non era ancora entrata nel vocabolario creativo della WWE.


WrestleMania XIV: finalmente fratello contro fratello

La resa dei conti arrivò a WrestleMania XIV.

Undertaker contro Kane.

Uno degli incontri più importanti nella costruzione di entrambi i personaggi.

Undertaker vinse.

Ma per abbattere Kane furono necessarie tre Tombstone Piledriver.

Un dettaglio fondamentale.

Kane aveva perso…

ma sembrava ancora un mostro.

Ed era esattamente quello che serviva.


Poi Kane diventò campione WWE

Pochi mesi dopo arrivò il primo titolo mondiale.

A King of the Ring 1998, Kane affrontò Stone Cold Steve Austin in un First Blood Match.

Kane vinse e conquistò il WWE Championship.

Il regno durò appena un giorno.

Austin riconquistò immediatamente la cintura la sera successiva.

Potrebbe sembrare insignificante.

Non lo era.

Perché Kane era ormai entrato ufficialmente nella categoria dei campioni mondiali.

E da lì non sarebbe più uscito dalla storia della WWE.


Da nemici a Brothers of Destruction

Questa è forse la parte più bella della storia.

Kane era stato creato per distruggere Undertaker.

Alla fine…

diventarono una squadra.

The Brothers of Destruction.

Due giganti.

Due Tombstone.

Due Chokeslam.

E una quantità di poveri wrestler lanciati sul ring che probabilmente meriterebbe una statistica separata.

Nel 2001 conquistarono insieme il World Tag Team Championship battendo Edge & Christian; nello stesso anno conquistarono anche i WCW Tag Team Titles.

Da quel momento Undertaker e Kane sarebbero rimasti per sempre collegati.

A volte fratelli.

A volte nemici.

Spesso entrambe le cose contemporaneamente.


Il giorno in cui Kane tolse la maschera

23 giugno 2003.

Madison Square Garden.

RAW.

Kane affronta Triple H.

La stipulazione è semplice:

se perde…

deve togliere la maschera.

Kane perde.

Si ferma al centro del ring.

Porta le mani al volto.

E dopo quasi sei anni mostra finalmente la propria faccia al pubblico.

Fu uno dei momenti televisivi più importanti della sua carriera.

Per anni la storia aveva raccontato che il volto di Kane fosse terribilmente sfigurato dall’incendio.

Quando la maschera cadde, però, la WWE prese una direzione differente.

E soprattutto cambiò il personaggio.

Il Kane senza maschera diventò ancora più instabile.

Più violento.

Più imprevedibile.

Curiosamente, Glenn Jacobs avrebbe poi spiegato che la maschera contribuiva enormemente alla mistica del personaggio proprio perché impediva al pubblico di capire cosa stesse pensando.


Il mostro scopre di saper far ridere

Ed eccoci davanti a uno degli aspetti più sorprendenti della carriera di Kane.

Un personaggio nato come mostro praticamente muto…

è diventato anche uno dei migliori interpreti comici della WWE.

Il punto massimo arrivò con Daniel Bryan.

Nasce Team Hell No.

I due vengono mandati in terapia per controllare la rabbia.

Litigano.

Urlano.

Si accusano.

Poi devono…

abbracciarsi.

Il segmento “Hug It Out” è diventato uno dei momenti più ricordati di quell’epoca.

E incredibilmente funzionava.

Il gigante che quindici anni prima aveva dato fuoco alla bara di suo fratello ora faceva ridere il pubblico discutendo durante una seduta di terapia.

Team Hell No riuscì anche a conquistare i WWE Tag Team Championship.

Questa è forse la prova definitiva della versatilità di Glenn Jacobs.


Ma Kane non era soltanto un personaggio

Dietro la maschera c’era anche un curriculum impressionante.

Nel corso della sua carriera Kane ha conquistato, tra gli altri:

  • WWE Championship;
  • World Heavyweight Championship;
  • ECW Championship;
  • Intercontinental Championship;
  • Hardcore Championship;
  • World Tag Team Championship;
  • WWE Tag Team Championship;
  • WCW Tag Team Championship;
  • Money in the Bank 2010.

Nel 2010 vinse il Money in the Bank Ladder Match e utilizzò la valigetta quella stessa sera per conquistare il World Heavyweight Championship. WWE lo riconosce come uno dei performer che hanno conquistato praticamente ogni grande cintura disponibile durante la sua epoca.


Kane contro Undertaker, tredici anni dopo

C’è qualcosa di poeticamente perfetto nella loro storia.

Kane debuttò nel 1997 entrando nella prima Hell in a Cell per attaccare Undertaker.

Tredici anni dopo…

i due tornarono proprio dentro Hell in a Cell.

Questa volta Kane era il World Heavyweight Champion.

E questa volta fu lui a uscire dalla gabbia con il titolo.

Con Paul Bearer nuovamente coinvolto.

Il cerchio si era chiuso.


Dalla maschera alla giacca e cravatta

Poi accadde qualcosa che nel 1997 sarebbe sembrato impossibile.

Kane mise una cravatta.

Durante l’era dell’Authority diventò Director of Operations.

Nacque così una nuova versione del personaggio:

Corporate Kane.

Di giorno dirigente WWE.

Quando necessario…

tornava il Demon Kane.

Probabilmente uno dei curriculum aziendali più strani mai compilati.


Glenn Jacobs diventa davvero sindaco

E qui la storia supera definitivamente il wrestling.

L’uomo che interpretava Kane entrò in politica.

Nel 2018 Glenn Jacobs venne eletto sindaco di Knox County, Tennessee.

Pensate al percorso.

Dentista malvagio.

Fake Diesel.

Mostro mascherato.

Campione WWE.

Dirigente televisivo.

Sindaco.

Se qualcuno avesse proposto questa storyline a Vince McMahon nel 1997 probabilmente l’avrebbe considerata…

troppo poco realistica.

WWE stessa ha raccontato il passaggio di Jacobs dal wrestling alla politica nella presentazione della sua autobiografia Mayor Kane.


2021: Kane entra nella Hall of Fame

A comunicargli la notizia fu la persona più adatta possibile.

The Undertaker.

Durante WWE The Bump, Undertaker sorprese Glenn Jacobs annunciandogli ufficialmente l’ingresso nella WWE Hall of Fame Class of 2021.

Dopo più di venticinque anni legati alla WWE, Kane entrava definitivamente nella storia.

Durante la cerimonia aveva accanto a sé proprio quella maschera.

La stessa idea che aveva trasformato Glenn Jacobs in un’icona.


Come si crea una leggenda con una maschera

Kane è interessante perché dimostra una cosa fondamentale sul wrestling.

Non basta essere forti.

Non basta essere grandi.

Non basta vincere titoli.

Serve un’immagine.

Una storia.

Un momento.

Kane li aveva tutti.

🔥 Il fuoco.

🎭 La maschera.

🔴 Il rosso e nero.

⚰️ Undertaker.

🤚 Il Chokeslam.

🔥 Le esplosioni dai quattro angoli del ring.

E soprattutto…

quel debutto.

WWE ha celebrato nel 2022 i 25 anni del personaggio definendo Kane una delle Superstar più iconiche e trasformative della propria storia.


Il punto di ParruccoTV

Prima di Kane, Glenn Jacobs aveva già provato.

E aveva fallito.

Isaac Yankem non funzionò.

Fake Diesel non funzionò.

Poi qualcuno gli mise una maschera sul volto.

Gli diede una storia.

Spense le luci.

Accese il fuoco.

E tutto cambiò.

È forse questa la parte più bella della storia di Kane.

Dietro uno dei personaggi apparentemente più costruiti e irreali della WWE si nasconde una storia estremamente umana:

quella di qualcuno che ha avuto bisogno dell’occasione giusta.

Kane non è diventato una leggenda semplicemente perché era alto più di due metri.

È diventato una leggenda perché Glenn Jacobs riuscì a far credere a milioni di persone che sotto quella maschera ci fosse davvero un mostro.

E ancora oggi basta sentire quelle prime note.

Le luci diventano rosse.

Parte l’esplosione.

E per qualche secondo…

That’s gotta be Kane.

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