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Mean Gene Okerlund: il microfono delle leggende

Mean Gene Okerlund al centro della copertina ParruccoTV

“Whatcha gonna do, Mean Gene?”

La domanda era di Hulk Hogan, ma funzionava perché dall’altra parte del microfono c’era l’uomo giusto.

Gene Okerlund poteva trovarsi davanti al wrestler più rumoroso del mondo, a un gigante furioso o a Randy Savage pronto a trasformare un’intervista in una tempesta. Non perdeva mai il controllo.

Un sopracciglio alzato, una domanda precisa e quella voce immediatamente riconoscibile.

“Mean” Gene non rubava la scena alle superstar.

Faceva in modo che la scena diventasse indimenticabile.

La voce prima del wrestling

Eugene Arthur Okerlund nasce il 19 dicembre 1942 in South Dakota.

Prima di diventare uno dei volti più riconoscibili del wrestling televisivo lavora in radio, costruendo una qualità che gli sarà utilissima: saper guidare una conversazione senza far sembrare che qualcuno la stia guidando.

Il microfono non è un oggetto da tenere. È uno strumento per decidere ritmo, spazio e tono.

Gene lo capisce prima di entrare in un’arena.

Gli inizi di Mean Gene Okerlund nella AWA

AWA: nasce “Mean” Gene

All’inizio degli anni Settanta Okerlund entra nell’American Wrestling Association.

Il soprannome “Mean Gene” gli viene attribuito da Jesse Ventura. È perfetto proprio perché Gene non ha bisogno di essere realmente cattivo. Possiede ironia, prontezza e abbastanza sicurezza da non lasciarsi schiacciare dai personaggi che intervista.

Nell’AWA lavora con Nick Bockwinkel, Bobby Heenan, Verne Gagne e un giovane Hulk Hogan. Impara a offrire al wrestler la battuta giusta e a intervenire quando il segmento rischia di perdere direzione.

Un grande intervistatore non deve mostrare quanto è bravo.

Deve fare sembrare più bravo chi ha davanti.

1984: il microfono arriva nella WWF

Nel 1984 Okerlund passa alla World Wrestling Federation proprio mentre la compagnia si prepara a trasformare il wrestling in un fenomeno nazionale.

Hulkamania ha bisogno di una voce capace di riceverne l’energia senza esserne travolta. Roddy Piper ha bisogno di domande che gli offrano un bersaglio. Randy Savage ha bisogno di uno spazio abbastanza ordinato da poterlo distruggere con il proprio carisma.

Mean Gene diventa il punto fermo.

Mean Gene intervista le superstar degli anni Ottanta

Il segreto delle interviste perfette

Okerlund ascolta.

Sembra una qualità ovvia, ma nel wrestling televisivo è rara. Molti aspettano soltanto il proprio turno per parlare. Gene osserva il ritmo del personaggio e modifica la presenza di conseguenza.

Con Hogan accompagna l’esplosione. Con Savage lascia silenzi e spazio. Con Heenan costruisce complicità comica. Con gli heel mantiene una distanza indignata che suggerisce al pubblico come reagire senza impartire ordini.

Può essere serio, divertito, scettico o preoccupato.

Non è mai neutrale.

WrestleMania, televisione e persino il ring

Alla prima WrestleMania del 1985 canta l’inno nazionale.

Nel corso degli anni conduce programmi come All-American Wrestling, Tuesday Night Titans, Wrestling Challenge e Prime Time Wrestling. Commenta, presenta e diventa una presenza capace di collegare le diverse parti dell’universo WWF.

Entra perfino sul ring. In coppia con Hulk Hogan sconfigge Mr. Fuji e George “The Animal” Steele.

Non era destinato a una carriera da lottatore.

Per fortuna, perché con quel talento al microfono sarebbe stato un utilizzo piuttosto creativo delle risorse.

Mean Gene Okerlund negli anni WCW

WCW: stessa voce, guerra diversa

Nel 1993 Gene Okerlund approda in WCW.

La compagnia entra presto nella fase più importante della propria storia. Nitro, il New World Order e la guerra del lunedì sera trasformano il prodotto. Gene continua a essere il collegamento tra pubblico e protagonisti.

Intervista Sting, Ric Flair, Diamond Dallas Page, Goldberg e molti altri. Il contesto è diverso, ma la funzione resta la stessa: ottenere una frase che faccia desiderare al pubblico di vedere ciò che succederà dopo.

In mezzo al caos della Monday Night War, Mean Gene resta rassicurantemente Mean Gene.

Il ritorno a casa

Dopo l’acquisizione della WCW, Okerlund torna in WWE nel 2001.

A WrestleMania X-Seven commenta la Gimmick Battle Royal insieme a Bobby Heenan. È una reunion breve, piena di quella chimica che aveva reso entrambi molto più di semplici personalità di contorno.

Successivamente conduce WWE Confidential e continua ad apparire in programmi e celebrazioni dedicate alla storia della compagnia.

Nel 2006 entra nella WWE Hall of Fame.

Mean Gene Okerlund celebrato nella Hall of Fame

Un’eredità impossibile da imitare

Gene Okerlund è scomparso il 2 gennaio 2019, a 76 anni.

Il wrestling moderno utilizza interviste più rapide, segmenti girati come serie televisive e domande spesso ridotte a un lancio narrativo. La lezione di Gene, però, rimane attuale.

L’intervistatore non è arredamento.

È il primo avversario del promo, la persona che stabilisce il ritmo e il volto attraverso cui il pubblico riceve le parole.

Il punto di ParruccoTV

Mean Gene possedeva una qualità rarissima: era riconoscibile senza diventare invadente.

Il pubblico lo amava, le superstar si fidavano di lui e perfino i personaggi più ingestibili sembravano migliori quando avevano il suo microfono davanti.

Non servivano grafiche elaborate. Non serviva una lunga introduzione.

Bastava sentirgli pronunciare un nome.

Gene Okerlund faceva parlare le leggende. Il suo vero talento era trasformare ogni risposta in storia.

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