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Serie A, 5ª giornata: Roma e Inter si fermano, la Lazio le raggiunge. Cagliari e Frosinone da urlo

Serie A quinta giornata: Roma, Inter e Lazio insieme in vetta

La fuga è durata quattro giornate.

Alla quinta, Roma e Inter si sono guardate negli occhi, si sono colpite due volte a testa e hanno lasciato aperta la porta.

La Lazio ci è entrata.

La quinta giornata della Serie A 2026/27 consegna tre squadre in testa con 13 punti, un Cagliari che continua a vincere senza chiedere scusa, un Frosinone che ha smesso di sembrare una sorpresa e due grandi — Milan e Juventus — capaci di ritrovare solidità proprio prima della sosta.

Dietro, però, il quadro è molto meno rassicurante.

Il Napoli resta a sette punti. L’Atalanta incassa la terza sconfitta. Il Bologna non ha ancora vinto. Genoa e Venezia occupano le ultime due posizioni con un punto complessivo.

È ancora settembre.

Ma la classifica ha già cominciato a fare domande scomode.

I risultati della 5ª giornata

Partita Risultato
Monza – Sassuolo 2-1
Bologna – Torino 1-1
Udinese – Cagliari 0-1
Roma – Inter 2-2
Venezia – Lazio 0-2
Fiorentina – Napoli 1-1
Frosinone – Como 2-0
Parma – Genoa 2-1
Juventus – Atalanta 2-0
Milan – Lecce 3-0

Ventuno gol in dieci partite. Quattro successi interni, tre vittorie esterne e tre pareggi.

Rispetto alla follia offensiva del turno precedente, questa è stata una giornata più controllata. Sei squadre hanno chiuso senza subire reti e soltanto Roma-Inter ha superato quota tre gol.

Meno fuochi d’artificio.

Più indicazioni.

Tutti i risultati della quinta giornata di Serie A 2026/27

TOP 1 – Roma e Inter: lo Scudetto passa già da qui

La Roma gioca il primo tempo. L’Inter gioca il secondo.

Manu Koné segna due volte e porta i giallorossi sul 2-0 prima dell’intervallo. La squadra di Gasperini sembra pronta a prendersi la vetta solitaria, mostrando ancora una volta pressione, intensità e una sorprendente facilità nel riempire l’area.

Poi si accende Lautaro Martínez.

Il capitano nerazzurro segna al 46’ e al 79’, completa la rimonta e porta l’Inter sul 2-2. Non è soltanto una doppietta. È una risposta da squadra campione: colpita, messa in difficoltà, ma mai realmente fuori dalla partita.

Il pareggio toglie a entrambe il punteggio pieno. Non toglie, però, la sensazione più importante.

Roma e Inter sono candidate vere.

La Roma ha dimostrato di poter dominare la squadra più profonda del campionato. L’Inter ha dimostrato di saper sopravvivere anche quando il piano iniziale non funziona.

Due punti persi?

Forse.

Ma anche un messaggio inviato a tutte le altre.

Manu Kone e Lautaro Martinez protagonisti di Roma Inter 2-2

TOP 2 – Lazio: tredici punti senza bisogno di rumore

La Lazio vince 2-0 a Venezia e raggiunge Roma e Inter in testa alla classifica.

Quattro vittorie, un pareggio, otto gol segnati e soltanto tre subiti.

I biancocelesti non hanno l’attacco più spettacolare e non occupano ogni copertina. Hanno però una qualità che a settembre vale moltissimo: sanno quasi sempre che partita vogliono giocare.

A Venezia soffrono in alcuni momenti e devono ringraziare anche Mandas, decisivo quando la gara è ancora aperta. Poi colpiscono, gestiscono e chiudono senza concedere il ritorno dei padroni di casa.

Non è una squadra perfetta.

È una squadra già organizzata.

E mentre altre cercano ancora la propria identità, la Lazio ha già trovato tredici punti.

TOP 3 – Cagliari: quattro vittorie e appena due gol subiti

Il Cagliari passa anche a Udine.

Segna ancora Daniel Maldini, ma il simbolo della partita è Elia Caprile. L’Udinese costruisce occasioni, insiste e prova a rimettere in piedi il match. Il portiere rossoblù risponde ogni volta.

Zero a uno.

Dodici punti.

Quarto posto.

Il dato più impressionante è difensivo: cinque gol segnati e soltanto due incassati. Il Cagliari non domina attraverso il possesso. Domina lo spazio, protegge l’area e costringe gli avversari a giocare la partita che preferisce.

Definirla soltanto una partenza fortunata, dopo cinque giornate, comincia a diventare un modo elegante per non guardare le partite.

TOP 4 – Frosinone: la neopromossa che gioca da adulta

Il Frosinone batte 2-0 il Como con i gol di Giacomo Calò e Giorgi Kvernadze.

Ma il protagonista principale è Lorenzo Palmisani.

Il portiere para tutto, spegne Nico Paz e compagni e permette alla squadra di Alvini di giocare la propria gara ideale: aggressiva quando deve recuperare palla, verticale appena si apre uno spazio.

Il Frosinone sale a dieci punti. Gli stessi di Juventus e Como.

Tre vittorie in cinque partite non sono un certificato di permanenza in Serie A. Sono però una base enorme, soprattutto per una squadra che non si limita a difendere e sperare.

Il Frosinone sa cosa fare.

E lo fa con una sicurezza che molte squadre più attrezzate ancora non possiedono.

Cagliari e Frosinone protagoniste della quinta giornata di Serie A

TOP 5 – Milan e Juventus ritrovano autorità

Il Milan supera il Lecce 3-0 con Pulisic, Rabiot e Diego Moreira. La Juventus batte l’Atalanta 2-0 con Francisco Conceição e Bremer.

Due vittorie diverse, ma ugualmente necessarie.

I rossoneri avevano pareggiato contro Juventus e Lazio. A San Siro tornano a vincere con una prestazione completa: tre marcatori, porta inviolata e la sensazione di avere finalmente più soluzioni tra centrocampo e trequarti.

La Juventus, invece, reagisce alla sconfitta di Sassuolo. Parte forte, sblocca la gara con Conceição e la chiude con Bremer. Soprattutto, impedisce all’Atalanta di trasformare il match in una battaglia aperta.

Non basta una domenica per cancellare tutti i dubbi.

Ma prima della sosta, entrambe avevano bisogno di ricordare al campionato di essere ancora lì.

Gli uomini copertina della giornata

Lautaro Martínez – Il capitano della rimonta

L’Inter va all’intervallo sotto di due reti. Lautaro ne segna due nella ripresa e impedisce alla Roma di scappare.

Quattro gol stagionali e una certezza: quando la partita diventa più pesante, il capitano nerazzurro continua a chiedere il pallone.

Manu Koné – Due gol per prendersi il centro della scena

Per un tempo trasforma Roma-Inter nella propria partita. Inserimenti, aggressività e due reti che sembrano indirizzare lo scontro diretto.

La rimonta nerazzurra riduce il valore del risultato, non quello della prestazione.

Lorenzo Palmisani – Il muro del Frosinone

Il Como crea abbastanza per segnare. Non segna perché Palmisani disputa la partita perfetta.

Sette parate e porta inviolata. Calò e Kvernadze costruiscono il risultato; il portiere lo protegge fino alla fine.

Daniel Maldini – Il gol che vale il quarto posto

Terza rete in campionato e altra vittoria pesantissima per il Cagliari. Maldini non ha bisogno di dominare novanta minuti: gli basta riconoscere il momento in cui la partita può cambiare.

Christian Pulisic – Il Milan torna a correre

Segna, accelera e crea continuamente problemi alla difesa del Lecce. È il volto più evidente di un Milan tornato verticale e aggressivo.

La classifica dopo cinque giornate

Pos. Squadra Punti Gol fatti Gol subiti
1 Roma 13 14 3
2 Inter 13 15 8
3 Lazio 13 8 3
4 Cagliari 12 5 2
5 Milan 11 10 4
6 Frosinone 10 9 4
7 Juventus 10 8 4
8 Como 10 9 6
9 Napoli 7 7 6
10 Sassuolo 7 9 9
11 Atalanta 6 5 7
12 Lecce 6 5 10
13 Udinese 4 8 11
14 Torino 4 5 8
15 Parma 4 4 7
16 Monza 4 8 12
17 Fiorentina 4 6 12
18 Bologna 2 3 6
19 Genoa 1 3 10
20 Venezia 0 4 13

Classifica marcatori: Malen resta davanti, Lautaro accelera

Donyell Malen resta in testa con 6 gol, nonostante sia rimasto a secco nello scontro diretto con l’Inter.

Alle sue spalle sale Lautaro Martínez a quota 4, raggiungendo Antonio Raimondo e Gustavo Varela. A tre reti troviamo, tra gli altri, Daniel Maldini, Diego Moreira, Giorgi Kvernadze, Franco Mastantuono, Davide Frattesi e Vasilije Adžić.

La classifica marcatori racconta bene questo inizio di stagione: qualche certezza, diversi volti nuovi e una distribuzione dei gol molto meno prevedibile del solito.

Disciplina: una sola squalifica

La quinta giornata non è stata particolarmente cattiva.

Il provvedimento più pesante riguarda Johan Vásquez del Genoa, fermato per una giornata dopo la doppia ammonizione. Due turni e una multa sono stati invece inflitti ad Aleksandar Kolarov, assistente dell’Inter, espulso per le proteste durante Roma-Inter.

Il contrasto interessante è tutto qui: un turno generalmente controllato sul campo, con lo scontro più acceso della giornata che ha prodotto tensione soprattutto fuori dal rettangolo di gioco.

FLOP 1 – Napoli: sette punti e troppe occasioni perdute

Il pareggio di Firenze, preso da solo, non sarebbe un disastro.

Inserito dentro l’inizio di stagione del Napoli, però, pesa molto di più.

Sette punti in cinque giornate. Due vittorie, un pareggio e due sconfitte. Nove punti di distanza virtuale dalle partenze perfette che gli azzurri avrebbero voluto inseguire, ridotti a sei soltanto perché Roma e Inter si sono fermate a vicenda.

La squadra possiede qualità, esperienza e alternative.

Quello che ancora manca è continuità.

E quando le tre capolista viaggiano a tredici, ogni altra occasione sprecata diventa più costosa.

FLOP 2 – Atalanta: terza sconfitta in cinque partite

L’Atalanta perde 2-0 a Torino e scivola all’undicesimo posto.

Il problema non è soltanto il risultato. È la difficoltà nel produrre pericoli contro una Juventus che aveva bisogno di certezze e ha trovato una serata relativamente tranquilla.

Sei punti, cinque gol segnati e sette subiti.

La squadra ha talento, ma vive troppo spesso di fiammate individuali. Quando il ritmo si abbassa e serve costruire una partita con pazienza, la manovra perde peso.

La sosta arriva nel momento giusto.

Perché continuare così significherebbe smettere presto di parlare di partenza lenta e cominciare a parlare di crisi.

FLOP 3 – Como: la prima sconfitta è un bagno di realtà

Il Como arrivava a Frosinone da terzo in classifica e ancora imbattuto.

Esce con uno 0-2 che non cancella il grande avvio, ma mostra il primo limite evidente: creare occasioni non basta, soprattutto contro squadre capaci di correre meglio negli spazi.

Palmisani compie una grande prestazione. Il Como, però, lo aiuta con conclusioni poco precise e una gestione difensiva troppo fragile nelle transizioni.

Non è una bocciatura.

È il primo esame fallito.

E le squadre ambiziose si riconoscono soprattutto da come reagiscono al voto.

FLOP 4 – Bologna: ancora senza vittorie

Il Bologna pareggia 1-1 con il Torino e sale a due punti.

Dopo cinque giornate non ha ancora vinto.

Tre gol segnati, sei subiti e una classifica che lo vede al terzultimo posto. I numeri non descrivono una squadra travolta dagli avversari. Descrivono qualcosa di forse più preoccupante: una squadra che rimane dentro le partite senza trovare il modo di portarle dalla propria parte.

Il pareggio smuove la classifica.

Non sposta il problema.

FLOP 5 – Genoa e Venezia: la classifica comincia a pesare

Il Genoa perde 2-1 a Parma e resta a quota uno. Il Venezia cade 2-0 in casa contro la Lazio e rimane l’unica squadra ancora ferma a zero.

Insieme hanno disputato dieci partite.

Non ne hanno vinta una.

Il Genoa ha segnato tre gol e ne ha subiti dieci. Il Venezia ne ha realizzati quattro e incassati tredici. Non sono ancora distacchi irreparabili, ma l’ultima parte della classifica sta già prendendo una forma precisa.

Il rischio più grande non è perdere contatto con le prime.

È abituarsi a perdere contatto con le partite.

Napoli Atalanta e Bologna tra i flop della quinta giornata

Il punto di ParruccoTV

La quinta giornata ci lascia una Serie A divisa in due mondi.

In alto, nessuno vuole aspettare.

Roma e Inter si tolgono punti ma confermano ambizione. La Lazio approfitta dello spazio e sale con loro. Il Cagliari continua a trasformare ogni partita in un esercizio di disciplina. Milan, Juventus e Frosinone spingono immediatamente sotto.

In basso, invece, troppe squadre sembrano aspettare che il campionato cominci davvero.

Napoli e Atalanta aspettano continuità. Il Bologna aspetta la prima vittoria. Genoa e Venezia aspettano una svolta.

Il problema è che la classifica non aspetta nessuno.

La sosta fermerà il pallone, non le domande.

La Roma può durare?

L’Inter può smettere di concedere così tanto?

La Lazio è davvero da Scudetto?

Il Cagliari è ancora una sorpresa se continua a vincere?

E soprattutto: quanto tempo resta alle grandi in ritardo prima che il ritardo diventi distanza?

Dopo cinque giornate non abbiamo ancora le risposte. Ma finalmente abbiamo le domande giuste.

Fonti consultate

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