Città del Messico si aspettava una grande serata di wrestling. Ha ricevuto un cambio di regime.
Nella puntata di WWE SmackDown dell’11 settembre 2026, Sami Zayn ha sconfitto CM Punk ed è diventato per la seconda volta Undisputed WWE Champion. Non in modo pulito, non senza interferenze e certamente non senza lasciare dietro di sé una fila di persone pronte a chiedere spiegazioni.
Ma sarebbe ingiusto ridurre tutto al main event. Quattro titoli in palio, il tradimento di Damian Priest ai danni di R-Truth, Randy Orton già proiettato verso il quindicesimo mondiale e una serie di rivalità che hanno trasformato la serata messicana in un ingorgo narrativo. Di quelli interessanti, però.
Partiamo dai risultati. Poi entriamo nel caos.
WWE SmackDown 11 settembre 2026: tutti i risultati
- Rey Fenix ha sconfitto Ricky Saints e ha mantenuto l’AAA World Cruiserweight Championship.
- Nikki Bella ha sconfitto Paige.
- Chelsea Green ha sconfitto Nia Jax e ha mantenuto l’Interim WWE Women’s Championship.
- The War Raiders hanno sconfitto Damian Priest e R-Truth, mantenendo gli AAA World Tag Team Championship.
- Sami Zayn ha sconfitto CM Punk, conquistando l’Undisputed WWE Championship.

Randy Orton apre la serata e guarda già il titolo
Randy Orton non ha perso tempo.
Dopo la vittoria ottenuta contro Cody Rhodes a Saturday Night’s Main Event, The Viper ha aperto SmackDown spiegando una differenza piuttosto semplice: Cody è un brav’uomo. Lui no.
Il bersaglio è il quindicesimo titolo mondiale. Orton ha avvertito sia CM Punk sia Sami Zayn: chiunque fosse uscito da Città del Messico con la cintura avrebbe trovato un RKO ad aspettarlo.
È stato un segmento breve, ma utile. Perché prima ancora che il main event iniziasse, la WWE aveva già aggiunto un predatore alla scena titolata. E conoscendo Orton, “mettersi in fila” non sembra esattamente il piano.
Rey Fenix vola, Ricky Saints non accetta la sconfitta
Rey Fenix e Ricky Saints hanno aperto la parte lottata della puntata con il match più atletico della serata.
Saints ha cercato di rallentare il campione e ha sfiorato la vittoria con la Revolution DDT. Fenix, sostenuto dal pubblico messicano, ha risposto con la consueta combinazione di velocità, equilibrio e mosse che sembrano progettate per discutere personalmente con la gravità.
Il Mexican Muscle Buster ha chiuso il match e permesso a Fenix di conservare l’AAA World Cruiserweight Championship.
La stretta di mano offerta dal campione è stata rifiutata. Più tardi Saints si è scusato, salvo poi attaccare Fenix alle spalle. Insomma, pace durata meno di una storia su Instagram.
Nikki Bella ruba la vittoria a Paige
Undici anni dopo il loro ultimo confronto, Nikki Bella e Paige sono tornate una contro l’altra.
Il match è stato corto, fisico e molto più interessato a far avanzare la rivalità che a diventare un classico. Paige ha controllato buona parte dell’azione, ma Nikki ha sfruttato le corde per ottenere illegalmente lo schienamento decisivo.
Vittoria da heel, conto ancora aperto e sensazione che i tre minuti concessi siano stati soltanto un antipasto.
Chelsea Green sopravvive a Nia Jax
Chelsea Green è arrivata alla prima difesa con una maschera protettiva e l’aria di chi avrebbe preferito affrontare praticamente chiunque tranne Nia Jax.
Nia ha provato più volte a concentrarsi sul volto della campionessa. A bordo ring, però, la presenza di Tiffany Stratton ha neutralizzato almeno in parte Lash Legend. Quando la situazione è degenerata, Tiffany ha spostato Chelsea dalla traiettoria e si è presa il colpo destinato a lei.
Nia ha poi mancato l’Annihilator. Chelsea ha rimesso la maschera, è salita sulla corda più alta e ha chiuso con la Unpretty-Her.
Non è stata una vittoria dominante. È stata una vittoria da Chelsea Green: caotica, improbabile e perfettamente coerente con il personaggio.
Trick Williams, Baron Corbin e una festa mai iniziata
Trick Williams voleva celebrare insieme a Lil Yachty. Baron Corbin aveva altri programmi.
Corbin ha trascinato Yachty sullo stage, attirando Trick fuori dal ring, e ha poi colpito il campione statunitense con un kendo stick. Il messaggio è chiaro: la questione tra i due non è finita a Saturday Night’s Main Event.
Nel frattempo Finn Bálor ha chiesto a Nick Aldis di essere considerato per il WWE Championship. Gunther si è presentato per ricordargli, con la delicatezza tipica di Gunther, che secondo lui i giorni migliori di Finn sono passati. Bálor ha risposto colpendolo.
Due rivalità accese in pochi minuti. SmackDown non sembra avere problemi di traffico: il problema sarà decidere chi ha davvero la precedenza.
I War Raiders mantengono. Damian Priest distrugge l’amicizia con R-Truth
I War Raiders hanno conservato gli AAA World Tag Team Championship superando Damian Priest e R-Truth. Truth ha provato persino a rispolverare la sequenza offensiva di John Cena, ma Erik e Ivar hanno assorbito l’assalto e chiuso il match con la loro superiorità di coppia.
Poi è arrivato il momento che ha cambiato completamente il segmento.
Priest ha aiutato Truth a rialzarsi. Gli ha sollevato il braccio. Lo ha abbracciato e gli ha persino consegnato un sombrero.
Sembrava il classico saluto tra amici dopo una sconfitta.
Sembrava.
Priest lo ha colpito all’improvviso e ha completato il tradimento con la South of Heaven. Il pubblico ha reagito con i fischi e R-Truth è rimasto a terra, più incredulo che sconfitto.
Il turn heel di Priest apre una nuova fase. Più fredda, più aggressiva e probabilmente molto più vicina alla zona del titolo mondiale.

Sami Zayn batte CM Punk e conquista il WWE Championship
Il main event aveva già una tensione particolare.
CM Punk considerava Sami Zayn un avversario che aveva ottenuto l’occasione insistendo abbastanza a lungo. Sami, al contrario, parlava di giustizia e della necessità di riprendersi personalmente ciò che riteneva suo.
Punk ha iniziato meglio, ma un problema al ginocchio ha limitato diverse fasi del match. È riuscito comunque a colpire la Go To Sleep, perdendo però tempo prima della copertura. Sami è sopravvissuto e ha iniziato a lavorare proprio sulla gamba del campione.
Poi sono arrivati Johnny Gargano e Candice LeRae.
Candice ha distratto l’arbitro mentre Punk costringeva Sami alla resa con l’Anaconda Vice. Nessuno ha visto il tap out. Gargano ha provato a usare la cintura, ma Punk lo ha anticipato con una GTS.
A quel punto è comparso Kevin Owens.
KO ha afferrato il titolo e ha cercato di colpire Sami. Zayn si è spostato e la cintura ha centrato Punk. Incidente oppure no, il risultato non cambia: Sami ha neutralizzato Owens e ha centrato Punk con la Helluva Kick.
Uno, due, tre.
Sami Zayn è diventato per la seconda volta Undisputed WWE Champion.
Una vittoria enorme ottenuta in circostanze tutt’altro che limpide. Proprio per questo, forse, ancora più utile alla storia.
Un titolo e troppi sfidanti
Sami ha finalmente la cintura. Il problema è tutto quello che gli gira attorno.
CM Punk può sostenere di aver vinto il match con la sottomissione non vista dall’arbitro. Kevin Owens ha involontariamente deciso il risultato e difficilmente lascerà cadere la questione. Johnny Gargano aveva ricevuto da Sami la promessa di una futura opportunità. Randy Orton vuole il quindicesimo mondiale e lo aveva annunciato prima ancora del cambio di titolo.
E sullo sfondo restano Finn Bálor, Gunther e ora un Damian Priest tornato decisamente meno amichevole.
Il regno di Sami Zayn è iniziato da pochi minuti e sembra già una riunione condominiale nella quale tutti hanno portato una sedia. Nel wrestling, raramente è un buon segno per il campione.

Top, flop e voto della puntata
Top: il main event e il nuovo campione
Il match tra Punk e Zayn ha avuto ritmo, falsi finali e conseguenze immediate. La vittoria sporca di Sami non chiude nulla: moltiplica le direzioni possibili.
Sorpresa: Damian Priest
Il tradimento ai danni di R-Truth è stato semplice, leggibile e cattivo al punto giusto. Priest aveva bisogno di una svolta netta. L’ha ottenuta in pochi secondi.
Flop: Nikki Bella contro Paige
La storia funziona, ma tre minuti sono troppo pochi per un confronto presentato come il ritorno di una rivalità dopo undici anni. Bene il finale scorretto, meno bene il tempo concesso.
Voto: 8
Una puntata piena, con cinque match, quattro cinture difese e due cambiamenti importanti. Non tutto ha respirato abbastanza, ma il finale ha dato a SmackDown un nuovo centro narrativo.
Il punto di ParruccoTV
La scelta di mettere il titolo su Sami Zayn è rischiosa proprio perché non arriva dopo una vittoria pulita e definitiva.
Ed è anche il motivo per cui funziona.
Sami non esce da Città del Messico come il campione dominante che ha risolto ogni dubbio. Esce come il centro di una tempesta: Punk è stato derubato, Owens ha cambiato il match, Gargano aspetta ciò che gli è stato promesso e Orton ha già iniziato la caccia.
La WWE non ha consegnato a Sami un regno tranquillo. Gli ha consegnato un problema dopo l’altro.
E per un personaggio che ha costruito gran parte della propria carriera sentendosi perseguitato, non poteva esserci incoronazione più adatta.
